
Sono sicuro che la generazione di "vecchi" Baby Boomers, ovvero quelli che ormai sono nonni o al massimo genitori attempati, esulteranno leggendo il titolo di questo post, anche se, in verità, hanno poco da esultare, perchè sono stati loro i primi a "spaccare tutto" negli anni 70, creando un menefreghismo e assenza di regole e strutture che sono la causa primaria di questo problema.
Come dice il titolo: siamo tutti immaturi?
Nel senso, vi sembra che nella società sia difficile trovare persone che si prendono le proprie responsabilità e che non scappano al primo problema che li si pone davanti?
Alcuni esperti, usano questo neologismo: "Adultescenza", ovvero un adolescenza che dura in maniera prolungata, senza limiti di età.
Viviamo in un’epoca paradossale: più titoli di studio, più comfort, più possibilità di scelta che in qualsiasi altro momento della storia. Eppure, mai come oggi abbiamo adulti incapaci di reggere il peso minimo della vita. Uomini e donne di quarant’anni che crollano al primo ostacolo, professionisti qualificati che non riescono a mantenere un impegno semplice, persone con decenni di esperienza che reagiscono alle frustrazioni con la maturità emotiva di un bambino. Non è moralismo: è la fotografia di una crisi silenziosa che attraversa la nostra civiltà.
Una volta, la vita di metteva davanti a delle scelte molto presto nella vita, spesso verso i vent'anni si trovava il primo lavoro, forse ci si era già sposati , e magari stava per arrivare il primo figlio: stare all'università fino ai 30 anni era un lusso per pochi privilegiati, o di classi sociali abbienti o individui con capacità fenomenali, e invece la persone media doveva iniziare a lavorare il prima possibile per contribuire uno stipendio, per portare il pane a tavola, come si diceva una volta.
Oggi, invece, la laurea viene visto come un passaggio obbligato quasi per tutti, anzi, se non ce l'hai ti vedono come uno sfigato, magari anche stupido: il problema di questo percorso, e non voglio parlare in questo post della qualità educative delle nostre università, è che mentalmente un universitario rischia di diventare uno studente a vita , uno che sa del materiale, forse, ma che non lo sa applicare nella vita reale.
Ok, hai 30 anni, hai 2/3 lauree, un o due master, ma hai esperienza lavorative quasi 0, a parte qualche tirocinio, e il mondo del lavoro è una giungla dove vince il più furbo, il più preparato, e chi assume richiede già 5-10 anni di esperienza in quel determinato settore.
Inoltre, le tecnologie moderne hanno trasformato tutto ciò che era fatica in un gesto semplice: L’acqua scorre dal rubinetto, il cibo arriva a domicilio, ogni problema può essere delegato a un’app. È una conquista straordinaria, ma con un costo nascosto: togliendo ogni resistenza, abbiamo tolto anche ciò che formava il carattere.
Ogni app è progettata per stimolare i nostri circuiti dopaminici più primitivi, quelli che si sono evoluti in un ambiente di scarsità e che oggi vengono travolti da un’abbondanza artificiale di stimoli.
Si può parlare di "Adultescenza" permanente: attenzione ridotta, incapacità di tollerare la noia, bisogno costante di micro-gratificazioni, insomma, una specie di eterno videogioco emotivo, come se fossimo protagonisti di un gioco come i SIMS, o qualcosa di simile.
A peggiorare la situazione, c’è il rifiuto culturale dell’invecchiamento. Mai come oggi persone di mezz’età cercano di imitare comportamenti, estetica e priorità dei ventenni. Non è vitalità: è il terrore dell’idea che le fasi della vita comportino compiti, limiti, responsabilità crescenti.
Molti miliardari, tra cui uno dei più famosi Bryan Johnson, hanno il terrore di invecchiare, ed consumano patrimoni e quasi tutto il loro tempo a voler ritornare ad essere dei ventenni, anche se hanno superato i 40 ormai da tempo.
Dal mio punto di vista, io non giudico come si vuole vivere la propria, vita, anch'io fui accusato molte volte di non voler crescere o di prendermi le mie responsabilità, anche se mi è sempre sembrato un modo per convincermi a fare qualcosa contro i miei interessi: infatti le persone, anche i familiari, sono molto manipolativi in questo, e poi quando escono fuori i problemi, magari per una scelta sbagliata, ecco, allora sì che ti accorgi che non ci sono più persone adulte.
Grazie dell'attenzione e alla prossima.
Immagine realizzata con ChatGPT
Mio padre adora i videogiochi e i film. Sono cresciuto guardandolo giocare alla PS2, ed è fantastico che giochi con me, ma è molto maturo ed è un padre fantastico. Buona giornata!
Il tempo è sempre un grosso problema; invecchiare non è facile, amico mio. Tuttavia, maturare e accettare che ci sono fasi che passano è una grande sfida. Alla fine, non c'è altra scelta che accettarlo.
They just won't grow up, sad as it is... If I had the choice I would do the same, this working is for the suckers... Not a way to get through life sadly though, life isn't easy no matter what and you have to work to survive. Or just perish, or at least that's how it used to be!
I know, when you work a job these days you usually get treated like dirt, that is if you don't lose it to AI or Big Tech, so for many, might as well stay home and play video games!
È vero l'università non prepara assolutamente al lavoro, ti dà il pezzo di carta ma nulla piu
È altrettanto vero che nessuno ha più la voglia e lo sbatti di impegnarsi in qualcosa, tanto c'è la app... Anche nei rapporti, trovi la fidanzata ai e fai prima
Anche i professori all'università non hanno voglia di fare niente, a parte le loro conferenze.
E obbligarti a comprare i loro libri!